Differenziale tipo A, F o B: cosa controllare prima dell’acquisto
La corrente nominale e i milliampere non bastano per scegliere un differenziale. Il tipo AC, A, F o B dipende dalle forme di corrente residua che possono generare i carichi a valle; la selezione va quindi verificata sul progetto e sulle istruzioni delle apparecchiature.
Revisionata il 20 luglio 2026Leggi tutti i dati di targa
Annota tipo, corrente nominale, sensibilità differenziale, numero di poli, tensione, potere di cortocircuito condizionale ed eventuale selettività. Due dispositivi da 30 mA possono avere comportamento e campo d’impiego diversi.
Parti dai carichi collegati
Azionamenti, inverter monofase o trifase, pompe, climatizzatori e apparecchi con elettronica possono produrre componenti residue differenti. Il tipo deve essere scelto in funzione della corrente di guasto presunta e delle indicazioni del costruttore, non per abitudine.
Controlla coordinamento e spazio
Prima di acquistare una rimanenza verifica serie, ingombro modulare, morsetti, accessori, coordinamento con le protezioni a monte e compatibilità con il quadro. La sostituzione deve essere validata da un professionista abilitato.
Fonti tecniche
Documenti ufficiali, manuali e discussioni professionali consultati per questa guida.
Disponibilità collegate
Risposte su questo argomento
Un differenziale tipo A può sostituire sempre un tipo AC?
Non è una regola da applicare isolatamente. La scelta deve considerare carichi, schema, coordinamento, prescrizioni del costruttore e norme applicabili all’impianto.
Per un inverter serve sempre un tipo B?
No, dipende dal tipo di inverter e dalle correnti residue che può generare. Occorre consultare il manuale dell’apparecchiatura e il progetto elettrico.